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La Mignola Articoli Regolamenti Disciplinare AIAB a livello nazionale per il coniglio biologico
Disciplinare AIAB a livello nazionale per il coniglio biologico
Scritto da AIAB   
Domenica 10 Ottobre 2010 16:02

INDICE

1. PREMESSA

2. INTRODUZIONE

3. CONVERSIONEORIGINE DEGLI ANIMALI

4. ALIMENTAZIONE

5. PROFILASSI E CURE VETERINARIE

6. EDIFICI, ATTREZZATURE, PASCOLI E METODO DI GESTIONE ZOOTECNICA

7. REGISTRAZIONI

METODO BIOLOGICO PER L’ALLEVAMENTO DEL CONIGLIO

1.INTRODUZIONE

Il coniglio ha insite esigenze vitali e fisiologiche che possono venire meglio soddisfatte nell’ambito della destinazione produttiva di tipo biologico. Data l’attuale impossibilità di gestire, in allevamenti in libertà, le manipolazioni (fecondazione, accertamento gravidanza, controlli sanitari, ecc.) senza traumi e stress per gli animali, viene proposto, in deroga, l’allevamento in gabbia con dimensioni tali per garantire le normali attività funzionali come ad esempio il salto e la distensione. Le gabbie possono essere collocare sia in ambienti chiusi che all’aperto. È consentito inoltre l’allevamento a terra con pavimenti listellari o pieni ricoperti con materiale vegetale tipo paglia, truciolo, ecc. Il fotoperiodo (ore di luce nell’arco della giornata) può essere aumentato sino ad un massimo di 16 ore per i riproduttori e diminuito sino ad 8 ore per i capi all’ingrasso. Lo svezzamento deve avere una durata di almeno 5 settimane e la macellazione non deve essere ammessa prima di 14 settimane.

2. CONVERSIONE

In caso di acquisto di animali dall’esterno sono da preferire conigli provenienti da allevamenti biologici . In mancanza di animali ottenuti con tale metodo ed unicamente con l’autorizzazione dell’organismo di controllo , possono essere introdotti animali riproduttori presso allevamenti convenzionali : in questo caso gli animali riproduttori devono essere acquistati ad un‘età non superiore alle 10 settimane e delle razze indicate al punto 3.

3. ORIGINE DEGLI ANIMALI

Nella scelta delle razze e nell’attività di selezione si deve tener conto delle seguenti caratteristiche: rusticità, resistenza alle malattie, lento accrescimento. Sono da preferire, oltre alle razze e alle varietà locali, le seguenti razze: Fulvo di Borgogna, Bianca di Vienna, Blu di Vienna, Argentata di Champagne, Rossa della Nuova Zelanda, Rex, ed altre razze purché in purezza o loro incroci di I generazione. Sono da escludere i riproduttori con occhi rossi.

4. ALIMENTAZIONE

L’alimentazione, che deve rispettare le esigenze nutrizionali degli animali nei vari stadi fisiologici, deve essere finalizzata al mantenimento del benessere degli animali e a una produzione di qualità. I conigli devono essere alimentati con alimenti biologici e in conformità con le norme del Regolamento CE 1804/99 e relativi decreti di applicazione a livello nazionale. L’alimentazione di base dei coniglietti è il latte materno. Considerato che la fisiologia digestiva del coniglio è caratterizzata dalla “ciecotrofia”, che rende il coniglio simile ai ruminanti, e che questa si realizza grazie all’attività microbica ciecale la quale si completa a 5 settimane di vita, lo svezzamento non può essere fatto prima di 35 giorni. Durante tutte le fasi dell’allevamento i conigli devono avere sempre a disposizione foraggi freschi o secchi in forma naturale: fieni o erbe.

5. PROFILASSI E CURE VETERINARIE

La profilassi nell’allevamento del coniglio è basata sui seguenti principi:

- scelta di razze, linee o ceppi appropriati;

- applicazione di pratiche d’allevamento adeguate al fine di stimolare la resistenza alle malattie ed evitare le infezioni;

- uso di alimenti di alta qualità ed eliminazione dei fattori di stress al fine di stimolare le difese immunitarie naturali del coniglio.

In caso di malattia devono essere utilizzati prodotti fitoterapici, omeopatici, oligoelementi e altri prodotti previsti dal Regolamento CE 1804/99 e sue successive modifiche e integrazioni a livello comunitario e nazionale. Qualora l’uso dei suddetti prodotti non sia verosimilmente efficace possono essere utilizzati, sotto la responsabilità di un veterinario, antibiotici e medicinali veterinari allopatici. In questo caso è necessario specificare in modo chiaro il tipo di prodotto (indicando anche i principi attivi in esso contenuti) e i dettagli della diagnosi, la posologia, il metodo di somministrazione, la durata del trattamento e il tempo di sospensione stabilito dalla legge. Questo periodo deve essere di durata doppia rispetto a quello stabilito dalla legge o, qualora tale tempo non sia precisato, di 48 ore. Queste informazioni devono essere dichiarate all’autorità o all’organismo di controllo prima che i conigli siano commercializzati con la denominazione “biologico”. I gruppi di animali trattati devono essere chiaramente identificati.

E’ vietato l’uso di mangime medicato. Nel caso in cui un coniglio in fase di ingrasso sia sottoposto a più di un ciclo di trattamenti (n. 2 per i riproduttori) non può essere venduto come prodotto ottenuto conformemente al metodo “biologico”. Tali animali, prima di essere venduti come biologici, devono pertanto essere sottoposti ad un periodo di conversione (n. 8 settimane) con il consenso dell’autorità o dell’organo di controllo. Sono ammesse le vaccinazioni previste per legge e le cure antiparassitarie. Qualsiasi piano vaccinale , se non obbligatorio per legge o da un piano obbligatorio di eradicazione , va concordato con l’organismo di controllo .

6. EDIFICI, ATTREZZATURE, PARCHETTI E METODO DI GESTIONE ZOOTECNICA

Il coniglio può essere allevato al pascolo, a terra in ambienti chiusi e anche in gabbie collocate sia in ambienti chiusi che in ambienti aperti. Le strutture e/o le attrezzature d’allevamento devono garantire un sufficiente arieggiamento e luminosità degli spazi. È ammessa, per i riproduttori, l’integrazione luminosa per aumentare il fotoperiodo solare sino a 16 ore giornaliere. Nell’allevamento a terra la concentrazione non deve essere superiore a un capo ogni 20 mq. di pascolo. Negli allevamenti a terra e in ambienti chiusi è possibile fare l’ingrasso utilizzando pavimenti pieni: paglia, truciolo di legno, ecc. In questi ambienti la concentrazione dei capi non deve superare i 5 capi/mq. Nell’allevamento in gabbia (al chiuso, plain-air e semi plain-air) il pavimento deve essere realizzato con listelli: legno, plastica, ecc. Negli ambienti chiusi la sistemazione delle gabbie deve essere su un unico piano. L’altezza delle gabbie non deve essere inferiore a 50 cm. Per le femmine e i maschi in riproduzione devono essere utilizzate gabbie con superficie non inferiore a 0,5 mq. Considerato che il coniglio è un animale “sociale” e di gruppo l’ingrasso deve essere fatto in colonia e la concentrazione dei capi non deve essere superiore a 8 capi per mq. È comunque in ogni caso vietato l’uso di pavimenti in rete e le gabbie non possono avere dimensioni inferiori a 0,5 mq. Possono infine essere utilizzate anche arche mobili da collocare direttamente sul terreno e spostare periodicamente al fine di evitare la diffusione di malattie parassitarie. Le arche mobili che poggiano direttamente sul terreno possono essere attrezzate con pavimento in rete al fine di consentire l’utilizzo dell’erba del pascolo. In questo caso sono valide le stesse concentrazioni utilizzate nell’allevamento in gabbia. Il numero di parti annui, mediamente per femmina in allevamento, non può superare il n. di 6. La consistenza massima per allevamento ( unita’ di produzione ) non può essere superiore a 1.000 femmine. La riproduzione del coniglio allevato con metodo biologico deve basarsi su metodi naturali. Non è consentita la fecondazione artificiale . Considerata l’abitudine delle femmine di allattare i piccoli per una sola volta al giorno, e per pochi minuti, è ammesso, nel metodo d’allevamento biologico, l’allattamento programmato. La castrazione non è consentita. I conigli possono essere destinati al macello solo dopo la 14^ settimana di vita.

7. REGISTRAZIONI

Le registrazioni riferite alla gestione dell’allevamento (compreso il registro di carico-scarico) vengono identificate in un unico documento “la scheda di partita”.

La scheda di partita viene già normalmente tenuta dall’allevatore, essa segue i nati e su di essa vengono annotate:

- IL N° DELLE FECONDAZIONI

- IL N° DELLE GRAVIDANZE

- IL N° DEI NATI VIVI

- IL N° DEI NATI MORTI

- IL N° DEI VIVI POST SVEZZAMENTO

- I TRATTAMENTI

Si ritiene che la corretta compilazione della scheda di partita possa sostituire il Registro “ carico – scarico “

A.I.A.B.

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Novembre 2010 20:11
 

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