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Mercati della Terra: l'importanza delle regole e del loro rispetto
Venerdì 22 Febbraio 2013 13:31

 

Il Mercato della Terra; non un mercato qualunque dice lo slogan sul sito di Slow Food Italia; mi sono sempre effettivamente chiesto anche io cosa stesse a significare, in fondo la ricetta è semplice, ci sono i contadini, gli allevatori, i pescatori; dall'altra i consumatori, magari non tutti, ma una nicchia che cerca qualcosa di diverso dal supermercato, e allora se la legge lo permette noi ci mettiamo la struttura e la sovrastruttura in modo che i primi e questi si incontrano e facciano un mercato.
Un mercato contadino per l'appunto.
Poi  mi si fa presente che questo non basta, che se il produttore non può integrare la sua offerta con altro, questa non è sufficiente, non è appetibile per il consumatore, non rende la giornata di lavoro remunerativa.
Niente da opinare in linea di massima, la legge lo consente, l'imprenditore agricolo coltiva, alleva e compie attività connesse «si reputano connesse quelle dirette alla trasformazione o alienazione dei prodotto agricoli ed è' tuttavia considerata attività connessa, ad esempio, l'acquisto di uva da vinificare se si è già produttori di uva per aumentare il quantitativo di vino se il proprio mercato lo richiede oppure direttamente l'acquisto di vino purché la quantità acquistata non superi la quantità prodotta dalla propria azienda.
Può essere, ma allora se ci atteniamo a questo il consumatore cosa trova al mercato contadino? insomma io stesso non ci capirei più niente; a cosa serve sapere che la prevalenza (51% min) di quello che vedo è prodotta e quindi garantita da chi me la vende? ed il resto? non mi resta che andare a fortuna, alla fine ho il 50% di possibilità che mi vada bene e mi becco un prodotto "contadino".
Non è sufficiente, o meglio non è inerente con il ""prodotto mercato"" che stiamo raccontato di costruire.
Ecco allora l'importanza di non essere un mercato qualunque.
Quello che stiamo progettando è un Mercato della Terra; non un mercato qualunque. ci trovate i prodotti della terra portati da chi li coltiva.
Dal regolamento che avete sottoscritto:
"I produttori presenti al Mercato della Terra possono unicamente vendere generi da essi stessi coltivati, allevati, raccolti, catturati, conservati, trasformati."
Mi sembra che basti, si va avanti così, ci sarà meno scelta, i banchi saranno meno belli, il mercato un filo più scarno ma è doveroso seguire le regole che ci siamo dati e che abbiamo raccontato a tutti di seguire anche se questo scontenterà sicuramente qualcuno.
Me compreso che non ho ancora trovato frutta. 
 
Giulio
 
Associazione No Profit di promozione sociale                                                         
 
 
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