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La Mignola News News LA NUOVA IMPOSTA TARES
LA NUOVA IMPOSTA TARES
Giovedì 14 Febbraio 2013 08:53

 

Facciamo seguito alla precedente comunicazione pari oggetto, per fornire alcune precisazioni in merito alla nuova imposta TARES.
Il settore agricolo dopo la batosta del 2012 derivante dall’introduzione dell’IMU, dal 2013 dovrà fare i conti con una nuova imposta comunale, la TARES.
La nuova imposta colpisce i fabbricati rurali sia ad uso abitativo che strumentale e si inserisce nel contesto dei tributi comunali relativi ai rifiuti e ai servizi.
La TARES è stata introdotta dall’art. 14 del decreto Monti ed andrà a sostituire la TARSU e la TIA ed è dovuta da chiunque possieda, occupi o detenga a qualunque titolo locali o aree scoperte
compresi i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli (IAP).
Ogni comune con proprio regolamento può prevedere riduzioni delle tariffe nella misura massima del 30%.
La superficie da assoggettare al tributo sarà pari all’80% di quella catastale mentre quella relativa agli immobili di tipo A – B - C – D - E sarà quella calpestabile.
Il pagamento dovrà avvenire tramite modello F24 in quattro rate trimestrali; solo per quest’anno il pagamento della prima rata non è ancora chiaro quando dovrà avvenire in quanto è stato
posticipato ad aprile o a luglio.
La dichiarazione TARES invece dovrà essere presentata entro i termini che verranno stabiliti da ciascun comune.
Lo schema tipo di regolamento comunale e le linee guida diffuse giovedì confermano che gli sconti Tares concessi dai sindaci saranno a carico delle imprese.
Sulle utenze non domestiche graveranno, dunque, gli sconti concessi alle abitazioni civili per incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti.
Poiché il nuovo tributo su rifiuti e servizi deve garantire la copertura integrale dei costi di raccolta e smaltimento, la riduzione per le utenze domestiche deve gioco forza essere addebitata a quelle non domestiche.
 
Il peso in termini finanziari di questa misura è rimesso alle scelte discrezionali di ciascun comune chiamato a calibrare l'intervento anche per non appesantire ulteriormente il carico fiscale sui soggetti produttivi.
Solo i comuni che dispongono di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti da ciascuna utenza possono applicare la tariffa corrispettiva alternativa.
Ulteriori e più approfonditi chiarimenti verranno forniti non appena disponibili.
 

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