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La Mignola News News Conversione in legge del Decreto Legge n.101/2013 contenente disposizioni in materia di SISTRI
Conversione in legge del Decreto Legge n.101/2013 contenente disposizioni in materia di SISTRI
Giovedì 07 Novembre 2013 11:41
 
 
Il 29 ottobre 2013 il Senato ha approvato definitivamente il provvedimento di conversione in legge del D.L. n. 101/2013.
Il Parlamento ha apportato delle modifiche al testo originario del Decreto Legge. Il testo della legge di conversione (legge n. 125 del 30 ottobre 2013 ) è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 255 del 30/10/2013
 
Ricordiamo che l’articolo 11 del provvedimento in questione conteneva la disposizione che rendeva obbligatorio il SISTRI a partire dal 1 ottobre 2013 per determinate categorie di soggetti e dal 3 marzo 2014 per altre tipologie di imprese.
 
Anche questo articolo ha subito alcune modifiche alcune delle quali richieste anche da Fedagri Confcooperative.
 
Di seguito esaminiamo il contenuto del nuovo articolo perlomeno negli aspetti più rilevanti :
Il primo comma identifica i soggetti obbligati ad aderire al SiStri e quelli che, invece, aderiscono solo volontariamente.
In particolare il primo comma, andando a modificare l’articolo 188-ter del D.Lgs. n.152/2006, prevede che debbano iscriversi al sistri:
1. gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi ;
2. gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale;
3. gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani o speciali pericolosi;
4. i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi;
5. i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico da parte della impresa navale o ferroviaria nell’ipotesi di trasporto intermodale.
 
Tutti i soggetti che non rientrano in una delle suddette categorie non sono obbligati ad aderire al sistema Sistri.
 
Notiamo, inoltre, come il legislatore si sia preoccupato di declinare meglio la natura di rifiuto “speciale” nel corso dell’’iter di conversione.
Ne consegue che gli imprenditori agricoli e cooperative agricole che producono, trasportano, trattano, recuperano esclusivamente rifiuti speciali o urbani NON pericolosi non sono obbligate ad utilizzare il Sistri . 
Il comma 2 mantiene l’obbligo di utilizzare il sistri a partire dal 1 ottobre 2013 per coloro che  effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti speciali pericolosi.
Ricordiamo che non sono obbligati a partire il 1 ottobre 2013 anche coloro che raccolgono e trasportano rifiuti speciali da loro stessi prodotti in maniera saltuaria ed occasionale (ai sensi dell’articolo 212 comma 8 del D.Lgs. n. 152/2006).
Il legislatore inserisce una nuova previsione in base alla quale, a partire dal 30 giugno 2014,  con apposito decreto si disporrà una fase di sperimentazione di tracciabilità con il Sistri anche dei rifiuti urbani pericolosi a partire dal momento in cui detti rifiuti sono conferiti nelle stazioni ecologiche o nelle aree di stoccaggio sino agli impianti di recupero o di smaltimento.
Il comma 3 prevede che per i produttori di rifiuti speciali pericolosi nonché per le imprese di trasporto dei rifiuti urbani pericolosi della Regione Campania l’obbligo di utilizzare il Sistri decorre dal 3 marzo 2014 , salva la possibilità per il Ministero dell’Ambiente di differire tale termine nel caso in cui ciò si rendesse necessario per rendere operative eventuali semplificazioni ed ottimizzazioni eventualmente introdotte .
Con la legge di conversione è stato anche inserito il nuovo comma 3-bis il quale prevede che per un periodo di dieci mesi decorrenti dal 1 ottobre 2013 continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi previsti dal D.Lgs. n.152/2006 relativamente alla tracciabilità cartacea (formulario, registro carico e scarico, catasto rifiuti e relative responsabilità nella gestione del rifiuto) e non si applicano le sanzioni previste per il Sistri .
Di fatto si viene ad instaurare un regime di “sperimentazione del Sistri” in cui oltre agli adempimenti Sistri occorre effettuare anche gli adempimenti per la tracciabilità cartacea. Non comprendiamo perché il Legislatore non abbia provveduto anche a coordinare questa nuova disposizione con quella prevista al successivo comma 11 dell’articolo che aveva introdotto  un  regime sanzionatorio speciale e limitato nel tempo (10 ottobre 2013 – 30 settembre 2014) per i soggetti obbligati ad utilizzare il sistri sin da ottobre 2013. 
Viene introdotto il comma 12-bis che apporta modifiche alla disciplina della tenuta dei registri di carico e scarico.
Nel riscrivere la disciplina il Legislatore ha previsto che gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del c.c. produttori iniziali di rifiuti pericolosi adempiono all’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico con una delle seguenti modalità :
- con la conservazione progressiva per tre anni del formulario di trasporto o della copia della scheda sistri di movimentazione ;
oppure
- con la conservazione per tre anni del documento di conferimento di rifiuti pericolosi rilasciato dal soggetto che provvede alla raccolta dei rifiuti nell’ambito di un “circuito organizzato di raccolta. 
 
A ben vedere il legislatore ha accolto la proposta di semplificazione contenuta nel dossier di Fedagri/Confcooperative di marzo 2011 (proposta 3.3) e per questo motivo esprimiamo soddisfazione per la misura adottata, inoltre viene valorizzato il concetto di “circuito organizzato di raccolta” in cui le cooperative agricole possono ricoprire un ruolo sicuramente attivo con la messa a disposizione del socio di “depositi temporanei”.
Infine segnaliamo che con l’introduzione del comma 12 quinques si è introdotta una ulteriore semplificazione che anche Fedagri aveva richiesto nel suo dossier di marzo 2011 (proposta 3.5) ovvero di esentare dall’iscrizione all’Albo gestori ambientali coloro che trasportavano in modo occasionale e saltuario i rifiuti da loro stessi prodotti .
La nuova disposizione prevede che gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 c.c. che trasportano i loro rifiuti all’interno del territorio provinciale o regionale in cui ha sede l’impresa al fine di conferire gli stessi all’interno di un circuito organizzato di raccolta, sono esclusi dall’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali .
Ricordiamo, inoltre, che il suddetto obbligo di iscrizione non sussiste, a seguito del recepimento di alcune proposte emendative di Fedagri, anche nel caso di movimentazione del rifiuto effettuata dall’imprenditore agricolo all’interno della propria azienda o verso il deposito temporaneo messogli a disposizione dalla cooperativa di cui è socio.
Rimanendo a disposizione per ulteriori approfondimenti, si porgono cordiali saluti.
 

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