slider slider slider slider slider slider slider slider slider slider slider slider slider
La Mignola News News AGRICOLTURA: FIMA, NON ILLUDERE I GIOVANI. AUDIZIONE AL SENATO
AGRICOLTURA: FIMA, NON ILLUDERE I GIOVANI. AUDIZIONE AL SENATO
Mercoledì 23 Ottobre 2013 09:44
 
Lunedì 21 Ottobre 2013 16:03
 
(AGENPARL) - Roma, 21 ott - “L’ agricoltura può rappresentare una grande opportunità per i l
rilancio del nostro sistema economico, a patto che si faccia un’ operazione verità per non illudere i
tanti giovani alla ricerca di lavoro”,
 lo ha detto Saverio De Bonis, coordinatore della Fima,
Federazione italiana movimenti agricoli, illustrando - insieme a Paolo Rubino e Roberto Foschi nel
corso di un’ audizione di fronte alla Commissione Agricoltura del Senato, presieduta da Leana
Pignedoli - la posizione della Fima sul riordino degli enti strumentali, sul ricambio generazionale e
sulla semplificazione. “Il punto non è quello di regalare la terra demaniale. I giovani - ha aggiunto -
oggi sono spaventati dai dati del reddito dell’ agricoltura italiana e molte famiglie di agricoltori
ormai scoraggiano i propri figli verso questo mestiere tra i più antichi del mondo. Non sono i mezzi
che difettano, ma le regole del gioco di un mercato agricolo opaco, non più libero e governato da
potenti lobby che hanno squilibrato la distribuzione del reddito”. “Il ruolo di Ismea è fondamentale
per un’ agricoltura in cui vi è un grosso deficit di informazioni strategiche - ha aggiunto i l
coordinatore Fima - fornire dati in tempo reale, su produzione, consumi, import-export ed una serie
di indicatori di costo medio, significa spuntare gli artigli alla speculazione nei mercati agricoli, che
ha soffocato l’ economia del Paese approfittando della crisi generale”. “E’ giunto, dunque, i l
momento di dire la verità in agricoltura - ha sottolineato De Bonis - liberando anche risorse
necessarie per il mondo agricolo e l’ innovazione attraverso una riduzione degli enti vigilati dal
Ministero delle politiche agricole. Anziché prelevare risorse dagli agricoltori basta sopprimere enti
inutili come Isa, Inran e Agencontrol, ed evitare tutte quelle situazioni di conflitto d’ interesse per
cui i controllati sono anche controllori. “La ricerca del CRA è strategica per la competitività del
sistema agricolo nazionale - ha evidenziato Paolo Rubino, dirigente del Tavolo Verde di Puglia e
Basilicata, aderente alla Fima - ma se il paese non si dota di una sua politica agricola, attentamente
programmata, che dia risposte alle relazioni tra alimentazione e salute, tra agricoltura e difesa del
territorio, si rischia di non rispondere a tutte le priorità che possono favorire un ritorno alla terra
dando certezze ai consumatori. “Per quanto riguarda il credito – prosegue De Bonis - è sempre più
necessario che Ismea acquisisca sul piano delle prestazioni creditizie e finanziarie un ruolo più
incisivo, per favorire l’ accesso alle migliaia di aziende “non più in bonis”, attraverso una deroga
alle regole di Basilea che il capo del Governo dovrebbe chiedere a Bruxelles. Questo sarebbe un
segnale chiaro a favore dell’ agricoltura”. “Nel riordino di Agea gli agricoltori vogliono un
organismo pagatore rapido, efficiente e trasparente che sappia ridurre i costi e ci avvicini all’
Europa - ha evidenziato Roberto Foschi dirigente del Gruppo Trasversale Agricoltori dell’ Emilia
Romagna, aderente alla Fima - diversamente, la funzione di fulcro delle attività a tutela degli
interessi finanziari dell’ Unione europea si trasforma in uno svantaggio competitivo che penalizza le
imprese italiane sui mercati, aggravandoli di diseconomie esterne”. “Occorre infine liberalizzare -
ha concluso Foschi - i servizi ed evitare di affidare censimenti ad associazioni e Consorzi - come è
accaduto nella gestione del regime quote latte - in cui vi siano retrostanti associazioni professionali
che, purtroppo, hanno svolto un ruolo di idrovore di sprechi generando un aumento sconsiderato del
debito pubblico”.
 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Commento: