slider slider slider slider slider slider slider slider slider slider slider slider slider
La Mignola Articoli Patologia Un caso di enteropatia mucoide in una coniglia risolto con la terapia omeopatica
Un caso di enteropatia mucoide in una coniglia risolto con la terapia omeopatica
Scritto da Andrea Pancanti   
Martedì 19 Ottobre 2010 17:06

Enteropatia mucoide


Venne formulata diagnosi di stasi intestinale con dilatazione da accumulo di gas e sovraccarico gastrico. Fu istituita quindi una terapia a base di antibiotici, procinetici e antidolorifici con supporto nutrizionale e fluidoterapia tiepida per via sottocutanea. Venne dimessa con le indicazioni terapeutiche del caso. L’anamnesi rivelò che la mattina del giorno seguente i proprietari trovarono la coniglia immobile, attonita, le pupille in midriasi, tachipnea e con entrambi gli arti anteriori in preda a tremori; dopo diversi minuti l’animale cadde in decubito laterale senza perdita di conos cenza. La proprietaria allarmata sollevò quindi la coniglia e così facendo si accorse che era subentrata una imponente diarrea con muco. A questo punto la coniglia venne quindi sottoposta, richiedendo un secondo consulto, alla nostra osservazione. All’esame clinico ed alla palpazione addominale si riscontrò una stasi completa del cieco e del colon (consistenza eccessivamente pastosa), non si osservò diarrea,ma neppure si trovarono tracce di pelletts fecali nel trasportino né di urine. L’animale mostrò polipnea con respiro superficiale ed evidente movimento delle ali del naso, la temperatura corporea era 39°, l’ano era beante ed il riflesso perineale era assente. La coniglia inoltre era immobile ed aveva sguardo fisso, midriasi, notevole algia addominale alla palpazione, mentre alla auscultazione non si rilevò motilità nel cieco e nel colon. Le mucose erano pallide, vi era tachicardia con polso debole. Pressione sistolica nella norma.

In attesa dell’esecuzione degli esami e della eventuale terapia allopatica, dopo la repertorizzazione rapida del caso, venne somministrato Gelsemium sempervirens 5 CH, due granuli sciolti in poca acqua e somministrati direttamente in bocca.

Considerando i primi rimedi della repertorizzazione la scelta di Gelsemium è stata guidata dal comportamento del soggetto, che non presentava ansia agitazione astenia tipiche di Arsenicum e nemmeno il quadro aggressivo di Belladonna, bensì mostrava un blocco emozionale associato ad un blocco neurovegetativo, con paralisi e insensibilità perineale accompagnata da ano beante.

GELSEMIUMSEMPERVIRENS

Gelsemium sempervirens fa parte delle Loganiacee e viene anche detto falso gelsomino per il gradevole odore che emana! E’ un pianta rampicante presente nel sud est degli USA e in Messico dove lo si ritrova lungo le strade e nelle zone boschive.Gli alcaloidi attivi di questa pianta sono la gelsemina con azione depressante spinale, gelsemicina con azione tetanizzante, la scopoletina e la sempervirina con azione joscimano simile. Il rimedio viene estratto dalla corteccia e dalla radice. I sintomi di intossicazione nell’animale sono debolezza muscolare, movimenti compulsivi della testa e degli arti anteriori, la morte insorge per insufficienza respiratoria. Si pensa a Gelsemium quando il disturbo principale è la debolezza a tutti i livelli: fisico (casi neurologici che portano a paralisi graduale), emozionale (con reazioni o disfunzioni del sistema vegetativo che determinano tremore, debolezza,diarrea, incontinenza urinaria) mentale (debolezza, smemoratezza, flaccidità delle estremità).

Principali modalità:

Aggravamento in seguito ad emozioni, paura, spavento. Miglioramento manifestato da minzione, sudorazione profusa, scuotimenti, desiderio di aria aperta, piegandosi in avanti. Negli animali le paralisi rientrano nella sfera di interesse di Gelsemium e gli arti e il corpo possono tremare per la debolezza. Emozioni forti o shock possono indurre uno stato gelsemium. In questo caso è stato somministrato sulla base dei sintomi fisici e mentali.

Nel coniglio i valori diastolici registrati non sempre sono attendibili.

Veterinaria


Dieci minuti dopo la somministrazione del rimedio la paziente iniziò ad emettere pellets fecali di aspetto, forma e dimensioni quasi normali e ad urinare abbondantemente, stimolata anche dalle manipolazioni cliniche. A questo punto venne eseguito uno studio radiologico del caso. Nell’attesa dello sviluppo venne eseguita una terapia reidratante ed un esame ematobiochimico ed emocromocitometrico completo. Durante il contenimento per eseguire il prelievo ematico la coniglia si mostrò più attiva, con sguardo normale, non mostrava segni di colica addominale, l’ano non era beante, il riflesso perineale era presente, i movimenti peristaltici del cieco apparivano all’auscultazione ripristinati e così pure il biochimismo, le vene periferiche apparivano adeguatamente distese e consentirono un’agevole prelievo. La coniglia inoltre iniziò a leccare con insistenza il braccio dell’operatore mentre fu collocata nella gabbia di ricovero. Le fu fornita insalata acqua e fieno, e con soddisfazione mostrò appetito e desiderio di bere (eudipsia). L’eliminazione di feci e urine rimase normale, l’animale riprese una regolare attività di auto-grooming, (già 40 minuti dopo la somministrazione!). Le proiezioni radiografiche di controllo nelle proiezioni ventro-dorsale e latero-laterale evidenziarono l’inizio dell’effetto di gelsemium: il cieco contratto ed il colon con la parete non più distesa con notevole riduzione dei gas Gli esami del sangue confermarono l’iniziale stato endotossico, consentendo di emettere diagnosi di enteropatia mucoide in fase risolutiva.

La coniglia rimase in osservazione per 3 giorni nei quali la situazione migliorò fino alla completa guarigione. Non furono effettuate terapie allopatiche a parte la fluidoterapia e non fu necessaria la somministrazione di altri granuli di Gelsemium. Alla dimissione furono date indicazioni per migliorare il management consigliando una dieta più ricca in fibra con l’utilizzo anche di erba dei prati, aumentando la possibilità di movimento e fornendo adeguati supporti di gioco per ridurre lo stress, migliorando l’igiene spazzolando quotidianamente il pelo della coniglia. Tutti i consigli erano mirati a ridurre gli ostacoli alla guarigione ed evitare così periodiche ricadute.

CONCLUSIONI

Questo caso dimostra quanto sia rapida ed efficace l’Omeopatia quando il rimedio sia ben scelto. Nella presa del caso è stata evidenziata una debolezza paralizzante con blocco emozionale e neurovegetativo a diversi livelli conseguente a stress e previa repertorizzazione è stato scelto Gelsemium sempervirens che ben corrispondeva al quadro del paziente in esame.Tale rimedio è stato somministrato quindi sulla base dei sintomi fisici e mentali.

Bibliografia

Frances Harcourt-Brown, Textbook of rabbit medicine,

Butterworth-Heinemann- 2002 Oxford

JamesTyler Kent,Materia Medica Omeopatica, Red edizioni-

1983, 2003 Novara

Roger Morrison M. D., Manuale guida ai sintomi chiave

e di conferma, Bruno Galeazzi editore - 1998 Bassano

del Grappa (Vi)

Eugene Beauharnais Nash, Fondamenti di terapia

omeopatica, Salus Infirmorum S.n.c. - 2000 Padova

George Macleod, A veterinary materia medica and clinical

repertory with a materia medica of the nosodes, pag. 77-The

C.W. Daniel Company LTD - 2002 SaffronWalden

Don Hamilton,Homeopathic Care for Cats and Dogs small

doses for small animals, NorthAtlantic Books - 1999 Berkeley

California

Frederich Schrojens,Radar versione 9 –ARCHIBEL

S.A. – Assesse, (Belgio), 2004

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Novembre 2010 18:05
 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Commento: