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La Mignola News News Carni bianche, anlac: difendiamo la concorrenza. Appello ai consumatori italiani
Carni bianche, anlac: difendiamo la concorrenza. Appello ai consumatori italiani
Lunedì 10 Novembre 2014 12:29
Se qualche multinazionale pensa di utilizzare i fondi pubblici Ismea per organizzare una finta vendita dei suoi gioielli, a qualche disperato soccidario, dopo aver distrutto un settore, si sbaglia di grosso perché noi saremo vigili anche attraverso interrogazioni parlamentari.
 
Ieri, infatti, un coraggioso commissario Cun (commissione unica nazionale che esprime una tendenza sul mercato e sui prezzi del coniglio vivo da carne), l’unico della sua organizzazione, ha dichiarato durante il suo intervento che ci sarebbero manovre in atto per riattivare un mega allevamento al nord. Si tratta della Bellona, un allevamento del trevigiano da nove mila fattrici, una densità da far paura sotto il profilo della sicurezza sanitaria e del benessere animale, chiuso da diversi anni perché antieconomico e di proprietà di una grossa multinazionale che stà devastando la nostra economia nazionale.
 
La modalità è sempre la stessa, lo hanno già fatto sui polli, sui tacchini e sui suini. Manovrano i prezzi in borsa merci, attraverso l’arroganza dei loro uomini, dissanguano finanziariamente gli allevatori (purtroppo indifesi dalle organizzazioni di categoria) e li costringono all’ acquisto del loro mangime in cambio del ritiro della carne, con il consenso di alcuni sindacalisti senza scrupoli e silenti. Una pratica illegale, anticostituzionale e anticomunitaria, che in Italia viene tollerata dalle autorità di controllo del mercato in nome di una presunta integrazione verticale!
 
Per difendere il libero mercato e la libera concorrenza dai monopoli, noi dell’ anlac, facciamo appello a tutti i consumatori italiani ad indignarsi e a non acquistare polli, tacchini e suini, anche elaborati, da tutti quei marchi blasonati che ogni giorno ci tormentano con i loro spot pubblicitari. 
 
La concorrenza è un bene pubblico, difendiamola, senza farci incantare dalla “gioia (poco)autentica della convivialità” cui inneggiano i loro spot.
 
I convivialisti veri promuovono «l’arte di vivere insieme (con-vivere) che valorizza la relazione e la cooperazione e che permette di contrapporsi senza massacrarsi, prendendosi cura degli altri e della natura ».
 
Dietro quegli spot, invece, c’è solo utilitarismo, diseguaglianza, abuso di potere, corruzione. Parola di piccoli allevatori
 

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