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La Mignola Articoli Ambiente e igiene L'effetto delle alte temperature sulle performances produttive. Il comportamento animale e le scelte
L'effetto delle alte temperature sulle performances produttive. Il comportamento animale e le scelte
Scritto da Andrea Pancanti   
Martedì 19 Ottobre 2010 17:09

Introduzione

L'effetto delle alte temperature sugli animali allevati è noto a tutti. L'allevatore conl'approssimarsi della stagione estiva riscontra una progressiva diminuzione della quantità dimangime consumata che porterà nelle settimane successive ad una diminuzione del peso allavendita a parità di età. Questo è uno degli effetti delle alte temperature, ma non il solo e forse non il più dannoso. Possiamo ricordare infatti che oltre alla mancata crescita bisogna considerare la minore prolificità e fertilità, la diminuzione della produzione lattea ed anche, se non ricorriamo ad alimenti più energetici che compensino la mancata assunzione alimentare, ad una diminuzione del peso corporeo della fattrice. Il coniglio in particolare, con la folta pelliccia di cui dispone, presenta delle particolarità fisiologiche che meritano di essere prese in considerazione. Tra le più evidenti citiamo il fatto che riesce a disperdere il calore corporeo quasi esclusivamente attraverso i padiglioni auricolari per irraggiamento ed aumentando la frequenza respiratoria in modo direttamente proporzionale all'aumento della temperatura ambientale. A differenza di altre specie infatti il suo corpo non dispone di ghiandole sudoripare ed il pelo limita al massimo la dispersione diretta del calore. Come già ricordato in precedenza, uno dei mezzi più efficaci a disposizione del coniglio per disperdere il calore corporeo è l'aumento degli atti respiratori. In questo modo con l'espirazione disperde il vapore acqueo e l'aria calda, mentre con l'inspirazione acquisisce aria comunque più "fresca" di quella espirata. Per quanto attiene al comportamento del coniglio in presenza di alte temperature possiamo notare come esso assuma una posizione distesa, cercando di esporre la maggiore superficie corporea possibile all'aria e mantenendo ben ritte le orecchie (molto ben irrorate dal sangue) per favorire lo scambio di calore con l'ambiente. In questo contesto risultano estremamente interessanti alcune temperature critiche del coniglio che evidenziano l'effetto dell'innalzamento termico sul comportamento dell'animale (Colin 1995).

Temperatura Effetti

23,9 °C - Aumento del ritmo respiratorio (triplica passando da 32,2 °C a 37,8 °C)

26,7 °C - Aumento del ritmo cardiaco

- Aumento della temperatura corporea

- Diminuzione del consumo di mangime

- Diminuzione dell'attività tiroidea

40,6 °C - Aumento della temperatura corporea e morte

Da quanto riportato in tabella possiamo ritenere che fino alla temperatura di 25°C circa ilconiglio riesce a superare lo stress senza perdite di performances significative. Nei nostri climipurtroppo nel terzo trimestre dell'anno questo valore viene costantemente superato ed è chiarala necessità di disporre di un sistema di ventilazione adeguato.

Gli effetti del caldo

Dopo aver constatato l'effetto negativo che mediamente si riscontra allevando i conigli nelperiodo estivo, è interessante osservare come il caldo alteri i comportamenti e le performancessia nei riproduttori che nei conigli all'ingrasso agendo in modo significativo sulla quantità dialimento assunto quotidianamente. Il periodo critico per l'allevamento è il terzo trimestre dell'anno ed è infatti questo il momento in cui si riscontrano i maggiori disagi. Il minor consumo di alimento, (3 % in meno per ogni grado di temperatura superiore ai 20°C) ha delle conseguenze importanti sulla fattrice perché è causa di minor produzione lattea, di minorprolificità (per l'aumentata mortalità embrionale) e diminuzione del peso corporeo conconseguenze che non si limitano al periodo estivo ma che si protraggono anche in quelloautunnale. Spesso per questa causa molte fattrici devono essere riformate perché la lorocondizione fisica non garantisce l'allevamento ottimale della nidiata. Inoltre c'è da segnalareche una fattrice indebolita spesso è vittima di malattie batteriche altamente destabilizzanti (es.piaghe podali da stafilococco). Nella stagione calda inoltre osserviamo un aumento della mortalità delle fattrici al parto dovuta ad infarto per il sommarsi, in un momento così delicato, delle elevate temperature ambientali e della "febbre da parto". Il minor consumo alimentare nel periodo accrescimento - ingrasso (35-84 gg) comporta una perdita di incremento medio giornaliero di 4-5 grammi/giorno mentre l'indice di conversione alimentare migliora nel periodo di 0,2 - 0,3. Le conseguenze pratiche sono il minor peso alla vendita e la quasi obbligatorietà adaumentare i giorni di ingrasso con conseguenti maggiori rischi di mortalità (soprattutto dovuti a forme respiratorie). Un altro aspetto da considerare è il rendimento qualitativo e quantitativo del maschio. E' evidente che le alte temperature riducono drasticamente l'ardore sessuale e non solo. Infatti la qualità del seme non è paragonabile a quello prodotto nelle stagioni più fresche. All'esame microscopico si nota una percentuale di spermatozoi morta e con anomalie superiore alla media ed una minore motilità. Il tutto si traduce in una diminuzione della fertilità. Gli accorgimenti più comuni per ovviare allo stress termico sul maschio sono quelli di praticarel'accoppiamento (se fec. naturale) oppure effettuare i prelievi (se fec. artificiale) nelle prime oredel mattino quando le temperature sono accettabili. Inoltre è buona norma controllare il seme diluito prima dell'inseminazione e se necessario utilizzandolo ad una concentrazione superiore (es. 1 cc di seme in 5-6 cc di diluitore invece di un rapporto di 1:10 delle stagioni migliori).Forse il solo aspetto che in coniglicoltura è migliore nella stagione calda rispetto al periodoinvernale è la resa al macello. Si può infatti ritenere che se in inverno la resa media oscilla tra il 56 ed il 57 % in estate questa sale mediamente dell'1,5 % toccando anche il 59%. Questo fatto è dovuto soprattutto ad una minor percentuale di grasso sottocutaneo ed ad uno spessore della pelle inferiore. Come si vede l'influenza negativa delle temperature elevate interessa molteplici aspetti dell'allevamento del coniglio causando una perdita di produttività elevata.

I rimedi possibili

Le azioni a disposizione dell'allevatore per riportare la condizione ambientale il più possibilevicina a quella di benessere possiamo distinguerle in due categorie:

- rimedi diretti: consistono nell'agire direttamente sul parametro temperatura applicando inallevamento un sistema tipo "cooling" di raffreddamento dell'aria in entrata. Questo sistema alpari di altri simili anche se forse meno efficaci, agisce raffreddando l'aria per evaporazionedell'acqua.

Consiste in un pannello di cellulosa a nido d'ape mantenuto costantemente ed uniformementebagnato. L'aria attraversando il pannello umido si arricchisce di umidità relativa perevaporazione sottraendo calore al pannello. Il rendimento del sistema è tanto migliore quanto inferiore è l'umidità relativa dell'aria esterna. Si può mediamente considerare un abbassamento della temperatura interna di 4-6 °C nei climi dell'Italia del Nord, mentre al Centro ed al Sud il rendimento è superiore. Altre soluzioni simili ma come già detto meno efficaci sono quelle di bagnare il tetto dell'allevamento oppure quello di nebulizzare l'acqua in prossimità dell'entrata dell'aria. Da qualche anno molti allevamenti, e soprattutto quelli in cui si pratica la fecondazione artificiale, dispongono di un reparto dedicato ai maschi. In questo caso viste le dimensioni dell'ambiente ridotte, per abbassare la temperatura ambientale oltre al sistema "cooling" è possibile intervenire con soluzioni ancora più efficaci quali il condizionatore d'aria elettronico.

- rimedi indiretti: possiamo considerare tali quegli accorgimenti che l'allevatore può adottareper attenuare la perdita di performances degli animali allevati.

Uno di questi è quello di utilizzare un mangime per riproduttori con un tenore energetico elevato mantenendo in ogni caso un alto livello di sicurezza digestivo. L'aumento energetico dell'alimento si traduce in una migliore fertilità media nel periodo considerato, limitando la perdita di peso delle fattrici. Oltre al buon contenuto energetico il mangime deve garantire un ottimo apporto aminoacidico, vitaminico e minerale. Nell'accrescimento - ingrasso aumentando la concentrazione energetica si ottiene una migliore crescita ponderale riducendo per quanto possibile i tempi di accrescimento. Con temperature elevate ed utilizzando la fecondazione naturale spesso il maschio rifiuta il salto costringendo l'operatore a lunghe perdite di tempo con risultati spesso incerti. Il ricorso alla tecnica dell'inseminazione artificiale riduce di molto i rischi di scarsa fertilità in quanto si può controllare il seme al microscopio e dosare la diluizione in base alla sua qualità.

Un altro aspetto da considerare è il corretto ricambio d'aria nell'ambiente, indispensabile perdisperdere il grande calore prodotto. Questo deve essere proporzionale ai Kg di carne presentiin allevamento (4 mc/Kg di carne/ora nel reparto fattrici e 6-7 mc/kg di carne/ora nell'ingrasso).La velocità dell'aria non deve superare mai i 0,2 m/sec., pena il sopraggiungere di problemirespiratori.

In conclusione possiamo ritenere il caldo uno dei nemici più temibili del coniglio soprattuttoperché è causa di mancate produzioni senza che peraltro si crei un danno evidente e facilmente quantificabile. Il suggerimento è quindi di abbandonare il fatalismo ed agire con decisione sfruttando le tecnologie oggi disponibili per attenuare gli effetti negativi dello stress termico.

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Ottobre 2011 17:32
 

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