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La Mignola Articoli Allevamento Leprino di Viterbo: problemi al parto
Leprino di Viterbo: problemi al parto
Scritto da Alessandro Finzi   
Lunedì 06 Dicembre 2010 13:44

Se una coniglia non è una "buona madre", va eliminata subito e sostituita quando possibile.

Bisogna poi vedere come sono stati fatti i nidi che dovrebbero essere sempre asportati e puliti appena i piccoli incominciano a uscirne e poi vanno rimessi il 28° giorno dall'accoppiamento. I conigli più si manipolano meglio è, specialmente se si incomincia quando sono ancora nel nido, perche i coniglietti ricevono un imprinting e poi riconoscono l'odore dell'allevatore come "amico" e non si stressano più, anzi, se il rapporto fosse molto frequente, come nei conigli da affezione, il contatto con l'uomo diventa tranquillizzante e gratificante, tanto che può essere il coniglio stesso a cercarlo. Se i nidi rimangono in sito la femmina li sporca, l'igiene peggiora e, forse, potrebbe anche non riconoscerlo più come nido. Poi bisogna vedere se quelle che hanno lasciato morire i piccoli avevano latte, anche questo indica una madre non idonea, o se avevano una mastite. Quando fa freddo i nidi debbono essere fatti con molta paglia, anche di sotto, e molto pelo. Le cattive madri spelano poco; temporaneamente si può ovviare aggiungendo pelo. Comunque non bisogna mai selezionare figli di cattive madri. La femmina che non si strappa il pelo è appunto una cattiva madre. Si deve ispezionare il nido prima del parto e, nel caso, arricchirlo strappando il pelo alla fattrice. In ogni caso, l'attenzione ai nidi deve aumentare quando la temperatura si abbassa. Quando si controllano i nidi bisogna che i piccoli siano bene tutti ammucchiati e coperti. Si può comprimere un po' la paglia nel luogo in cui si trovano in modo da formare una conca perché non si disperdano. I nidi si possono anche chiudere con un coperchio e riaprirli la mattina per consentire alla fattice di allattare. Le pareti del nido non dovrenbbero essere di metallo perché sottraggono molto calore. Nel caso, all'interno si può disporre un rivestimento di cartone di quello più comune ed economico da imballaggio. La femmina se lo mangia, ma, prima di averlo finito, i piccoli hanno già il pelo. Per saperne sul fattore freddo di più bisognerebbe mettere in qualche nido un termometro a massima e minima (protetto con rete metallica) che costa pochissimo ed uno anche all'esterno. Si comincia poi a registrare per controllare questo fattore che potrebbe essere più o meno importante. Spero che un accurato controllo giornaliero dei nidi, specialmente il 30° e 31° giorno, cioè subito prima e subito dopo il parto, dovrebbe consentire di correggere eventuali errori nella formazione del nido. Poi bisognerebbe accertare se dopo questi fatti la fattrice ha o meno il latte oppure (ma dovrebbe essere eccezionalissimo) una mastite.In questo caso bisogna riscontrare anche, qua e là, dei disturbi respiratori dovuti al fatto che, avendo di fatto chiuso tutto, non vi è più dispersione microbica e aumenta la densità dei patogeni. Naturalmente non è la stagione migliore per aprire tutto, perché l'ambiente è di fatto chiuso ed infetto, ma anche in primavera ci si aspetta un aumento delle forme respiratorie e mortalità, finché l'immediate eliminazione di tutti gli animali con sintomi respiratori, ascessi o mastiti non saranno stati eliminati e sarà risanato l'allevamento.

Ultimo aggiornamento Sabato 06 Dicembre 2014 19:21
 

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