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La Mignola Articoli Allevamento Leprino di Viterbo: corretta prassi di allevamento
Leprino di Viterbo: corretta prassi di allevamento
Scritto da Finzi Alessandro   
Martedì 09 Novembre 2010 10:00

La mortalità nel modello di allevamento a cella interrata, senza impiego di farmaci, è molto bassa (e inferiore a quella degli allevamenti industriali) presso tutti gli allevatori che seguono scrupolosamente queste indicazioni: Nessuna copertura sopra le celle o, al massimo una tettoietta per proteggere parte della gabbia (e le mangiatoie) nonché l’operatore in caso di pioggia.Non devono assolutamente esistere coperture laterali, nemmeno semplici reti ombreggianti, perché il rallentamento della circolazione dell’aria è molto maggiore di quello che si crede ed aumenta il microbismo micro-ambientale. In pratica un allevamento che ha tutti i vantaggi di essere all’aperto viene ad acquisire tutti gli svantaggi di un allevamento chiuso.Le fattrici sospette di non essere in buona salute vengono subito trasferite nella zona di isolamento ed eliminate non appena svezzati i piccoli che resteranno nell’isolamento fino alla vendita. Può darsi che all'inizio se ne debba isolare parecchie, in un primo tempo, quando l'allevamento è praticamente chiuso e con scarso ricambio d'aria, dunque sopratutto le pasteurelle (assenti nei nostri allevamenti) possono creare seri problemi.Nessun animale può ritornare indietro dalla zona di isolamento.Per lo stress termico, la cella deve essere interrata fino al bordo, il coperchio ben coibentato; il tubo di connessione deve ridurre gli scambi di calore perciò deve essere stretto (diametro 14 cm) e lungo (circa 50 cm) e completamente interrato per tutta la sua lunghezza. Vaporizzare abbassa la temperatura ma aumenta l’umidità e dunque inibisce la perdita di calore mediante l’attività respiratoria che è l’unico mezzo di cui il coniglio dispone. Più l’aria è secca, meglio è.Ugualmente gli ingrassi devono essere protetti solo da una semplice tettoia (gabbie laterali e corsia al centro). I coniglietti resistono benissimo al freddo anche con vento gelido. Non più di tre soggetti per gabbia di ingrasso.Al primo sospetto di non perfetta salute, dedotto dall’atteggiamento o dall’aspetto di ciascun animale, tutti i tre soggetti della stesa gabbia vengono trasferiti immediatamente alla zona di isolamento in gabbie individuali. E’ buona regola eliminare immediatamente l’animale sospetto.Se anche un solo coniglio muore nell’allevamento e non nell’isolamento, vuol dire che l’allevatore non è stato attento e rischia di pagare duramente perché ha facilitato la diffusione degli agenti patogeni ed il contagio.Per il disciplinare del consorzio il divieto di impiego di farmaci è assoluto; le vaccinazioni sono facoltative, ma di solito non effettuate. A nessuno è mai venuto in mente di far ricorso a trattamenti alternativi perché del tutto inutili. In ogni caso, se a qualcuno venisse in mente di utilizzarli, immediatamente li vieteremmo perché non vogliamo somministrare agli animali sostanze che non fanno parte della loro normale alimentazione,. Siamo certi, per lunga esperienza, che se uno è rigoroso con queste regole, non avrà mai problemi, almeno fino a che non salterà fuori qualche patologia nuova.

Ultimo aggiornamento Sabato 06 Dicembre 2014 19:21
 

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