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Cenni di etologia e comportamento sociale del coniglio
Scritto da Andrea Pancanti   
Venerdì 08 Ottobre 2010 18:42

l coniglio domestico mostra molti comportamenti tipici del coniglio selvatico come l’accoppiamento post partum, il comportamento materno, la costruzione del nido, le reazioni neonatali e l’organizzazione sociale.

Le femmine costruiscono il nido dove partoriscono piccoli immaturi; sia in natura che in allevamento la femmina allatta i piccoli pochi minuti al giorno. Percezione dell’ambiente e organi di senso Il coniglio possiede circa 100 milioni di cellule olfattive (l’uomo ne possiede circa 30 milioni) ed il loro olfatto è molto importante specialmente nella vita sociale e sessuale. Infatti molti segnali sono trasmessi mediante la produzione di feromoni. I feromoni secreti dalle ghiandole anali durante la defecazione e quando l’animale si siede, consentono il riconoscimento dei membri del gruppo e fungono da segnale per eventuali individui estranei. Le feci sono depositate in punti specifici all’interno del territorio e sui confini. Le secrezioni delle ghiandole mandibolari fungono da marcatori territoriali per l’ingresso delle tane ed il confine del territorio (Myers e Poole, 1963) e da marcatori sociali per il dorso delle femmine e dei piccoli (Bell, 1980). Lo sviluppo di queste ghiandole e la loro attività variano in funzione dello stato di dominanza e del sesso del soggetto. Le fattrici rilasciano un feromone mammario che stimola i piccoli a succhiare il latte (Hudsno e Distel, 1983) mentre l’odore dei piccoli stimola la madre ad avvicinarsi al nido (Baumann et al., 2005). Le grandi orecchie che si possono muovere in modo indipendente consentono la rilevazione di fonti sonore senza muovere la testa. Il battere ripetutamente il terreno con una zampa posteriore è segno di allarme per gli altri componenti del gruppo. La vista è buona anche se a distanza ravvicinata il cristallino ha una ridotta capacità di accomodamento. Il tatto è molto importante poiché le vibrisse poste sul muso aiutano il coniglio ad orientarsi nel buio della tana.

Cenni di etologia

Il coniglio si alimenta prevalentemente all’alba ed al tramonto e ad intervalli durante la notte per evitare i predatori, specialmente quelli provenienti dal cielo. I loro incisivi crescono di circa 1-2 mm alla settimana e se non vengono consumati regolarmente si possono sviluppare gravi problemi. A seconda della qualità del cibo, un coniglio può consumare circa 5-10% (di sostanza secca) del suo peso corporeo al giorno. L’enzima cellulasi, prodotto dai batteri presenti nel cieco molto sviluppato, aiuta la conversione della cellulosa in glucosio e produce feci morbide (ciecotrofo) che , essendo ricche di batteri, rappresentano una fonte di aminoacidi essenziali e di vitamine del complesso B e vitamina K. La ciecotrofia è un comportamento tipico del coniglio che consiste nella ingestione delciecotrofo prelevato direttamente dall’ano; tale comportamento necessita l’adozione di una particolare posizione. In natura i conigli assumono la quota di acqua necessaria con l’erba fresca ma in cattività è necessario somministrare acqua fresca per l’abbeverata.Saltare è una tipica azione locomotoria dei conigli; un coniglio di medie dimensioni puòcompiere balzi di 70 cm., correre fino a 30 Km/h e saltare fino ad 1 metro di altezza.A seconda del grado di rilassamento il coniglio può riposare in posizione accucciata (sdraiato allerta), con le zampe posteriori allungate lateralmente o posteriormente oppure in decubito laterale con le zampe estese. I conigli riposano per 12-18 ore al giorno ad intervalli di tempo regolari (Kraft,1979).

Per il grooming i conigli usano i denti, la lingua e le zampe. Si leccano il mantello con movimenti della testa, si lavano il muso e le orecchie leccandosi le zampette anteriori.A causa dell’alta pressione predatoria, il coniglio è un animale che sta sempre allerta ed interromperegolarmente l’attività per verificare l’ambiente, sedendosi od alzandosi sulle zampe posteriori con le orecchie tese in alto in direzione di eventuali stimoli.

Comportamento sociale

Gli adulti vivono in gruppi sociali stabili composti da 2-10 individui adulti ed un numero variabile di piccoli sotto i tre mesi con una gerarchia lineare che si stabilisce tra le femmine (Vastrade, 1984, 1986). In generale maschi e femmine adulti sono tolleranti nei confronti dei soggetti giovani, ma a seconda della densità della popolazione, le femmine possono diventare aggressive nei confronti dei giovani soprattutto verso la fine del periodo riproduttivo. I conigli selvatici nel loro ambiente naturale e conigli domestici allevati in recinti allo stato seminaturale, vivono in gruppi familiari stabili di tipo matriarcale composti da 2-9 fattrici, 1-3 maschi adulti, i loro piccoli ed eventualmente, qualche giovane maschio (Stodart e Myers, 1964; Bell, 1984; Lehmann, 1991). In caso di abbondanti fonti trofiche, gruppi di conigli selvatici possono unirsi in vaste colonie di centinaia di animali occupando un territorio di molti ettari (Myers e Poole, 1963). Sia i maschi che le femmine mostrano una dominanza gerarchica lineare. All’interno dello stesso gruppo, i soggetti dominanti hanno un maggior successo riproduttivo rispetto ai soggetti subordinati dello stesso sesso (van Der Horst et al., 1999). Una volta stabilita la gerarchia, essa rimane stabile per molti mesi ed è mantenuta da comportamenti di minaccia e sottomissione. In condizioni naturali il periodo riproduttivo coincide con il clima più favorevole che offre anche una maggiore fonte di cibo. La femmina dopo aver partorito e pulito accuratamente la nidiata, copre i piccoli e chiude l’accesso alla tana e lascia i piccoli per tornare nel gruppo. Questa strategia, utilizzata sia in natura che in cattività, protegge dai predatori e da altri pericoli come improvvisi sbalzi di temperatura (Verga et al., 1978).La fattrice allatta solo tre minuti al giorno e ciò è sufficiente ai piccoli per crescere (Hudson et al., 1996). Il comportamento dei piccoli e le loro interazioni con la femmina possono basarsi su di un processo tipo imprinting in cui i feromoni della madre attraggono i piccoli (Verga, 2000). Nelle femmine allevate in gruppo non è stata evidenziata la capacità di riconoscere la propria nidiata e viceversa. Quando i piccoli lasciano il nido all’età di 12-15 giorni tenteranno di succhiare da altre femmine e le femmine regolarmente allattano piccoli che non sono i loro (Stauffacher, 1988). Dal punto di vista evolutivo, non vi è ragione per la femmina di sviluppare strategie per riconoscere la propria nidiata dal momento che viene partorita nella tana. In uno studio condotto da Verga et al. (1978) sono state raccolte le osservazioni di alcuni allevatori rispetto al comportamento sessuale e materno delle fattrici. I risultati indicano che bisogna porre particolare attenzione a queste fasi di allevamento. A volte comportamenti materni anomali come la mancata costruzione del nido, il parto fuori dal nido od il cannibalismo possono essere dovuti a variabili ambientali come l’igiene, spazio disponibile, rapporto uomo animale, temperatura, umidità, luce, tranquillità, presenza di persone estranee nell’ambiente.

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Novembre 2010 15:14
 

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